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Oggi lo svezzamento del bambino è sempre più visto come un passaggio ad un’alimentazione complementare che integri il latte materno.
Questo infatti dal sesto-ottavo mese, inizia a perdere il suo potere nutritivo e ad essere carente di vitamine e sali minerali per cui si rende necessaria l’introduzione graduale di altri alimenti per supplire a tali carenze e garantire al bambino una crescita regolare.
Non da ultimo, il bambino, con il passare dei mesi, necessita di un apporto energetico maggiore.
Se il metodo SAUTÓN fa ormai parte della tua routine alimentare, e vuoi dar la stessa impronta al tuo bambino, in questo articolo troverai tutte le informazioni su come procedere allo svezzamento in stile SAUTÓN.
È questo per lui un momento davvero speciale, di scoperta di nuovi sapori, consistenze ed un primo passo verso l’autonomia.
In questa fase vanno rispettate due esigenze del piccolo:
Bisogna dare dunque tutto il tempo al bambino di abituarsi ed adattarsi al cucchiaino.
Secondo l’OMS è bene iniziare lo svezzamento non prima del quarto mese per non incorrere in allergie e non dopo il sesto per non causare carenze nutrizionali.
Attorno al sesto mese, inoltre, iniziano a spuntare i primi denti ed è anche il segno della presenza di enzimi digestivi.
Sembra che sempre più pediatri siano propensi nel consigliare un tipo di svezzamento autonomo, dove sia il piccolo a decidere cosa e quando mangiare gli stessi cibi che consumano a tavola i genitori.
Oltre ad essere troppo “caotico”, questa nuova tendenza fa di tutta l’erba un fascio e prevede il consumo contemporaneo di: pane, pasta, quindi glutine, uova, pesce, latticini e legumi.
Come molte categorie di questi alimenti sono irritanti ed infiammanti per il nostro intestino, a maggior ragione lo sono per quello di un bimbo di sei mesi con una microflora ancora in formazione.
Introdurre ed abituare invece il bambino a sane abitudini, è ciò che di meglio possiamo fare per lui.
Oggigiorno il latte di mucca è uno dei primi alimenti che vengono introdotti nella dieta dei bambini dopo lo svezzamento e, in conseguenza, una delle principali cause di allergie alimentari che si sviluppano nella prima infanzia.
L’allergia alle proteine del latte, insieme all’intolleranza al lattosio, è molto comune nei bambini ed è in genere la prima forma di allergia alimentare che si manifesta e che può portare nel tempo all’insorgere anche di reazioni avverse ad altri alimenti.
Possiamo tranquillamente sostituire il latte vaccino con latte di mandorle e latte di cocco.
Via libera quindi ad olio di cocco, olio MCT e ghi per rinforzare il sistema immunitario e garantire al piccolo una maggiore protezione a virus e batteri.
Anche nel bambino, come negli adulti, i carboidrati sono il carburante per lo sforzo muscolare.
Nel primo anno di vita il corpo cresce e si struttura ad una velocità incredibile, mentre i movimenti sono ancora molto limitati, non iniziando a muovere i primi passi che attorno ai 12 mesi.
Per questo vi è la necessità di introdurre più proteine e grassi e meno carboidrati, che nel rispetto dello stile SAUTÓN, sono nella forma di cereali in chicchi senza glutine e quelli derivati dalla frutta.
Il Metodo SAUTÓN è un metodo onnivoro, ma si adatta con qualche restrizione e compromesso, agli adulti che seguono una alimentazione vegetariana o vegana.
All’interno del programma cerchiamo di aiutarli a seguirla nel modo più bilanciato possibile.
Siamo invece decisamente contrari di fronte a quei genitori che intendono svezzare allo stesso modo il loro bambino.
Diverse e pericolose sono le carenze a cui il piccolo va incontro, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo neurologico e un probabile ritardo nella crescita, dovuto alla mancanza di Vitamina B12, collagene, presente soprattutto nella carne.
Come per i bambini più grandi e i ragazzi, è auspicabile che sia lui stesso a decidere quale regime alimentare scegliere, nel pieno delle sue facoltà, quando sarà il momento.
Quello che puoi fare, se sei una mamma che già si alimenta in modo SAUTÓN, è fare altrettanto con il tuo bambino.
Se non lo sei e non conosci il Metodo, nessun problema, è molto più facile di quanto sembra.
Vediamo come iniziare.
Frullare le verdure e con il brodo preparare pappe di cereali senza glutine, prima sotto forma di farina e poi cotti direttamente in chicchi, con tanta acqua fino a renderli cremosi.
Sono perfetti: riso, grano saraceno, quinoa e miglio.
Puoi preparare anche del brodo con passato di verdura.
Aggiungi gradualmente anche sedano, finocchio, bietola, fagiolini, verza, sempre condite con un po’ di ghi.
Con latte di cocco e mandorle si possono preparare anche yogurt e kefir.
Non usare mai quello in tetrapak, ma preparalo in casa, fresco o in polvere.
Dopo il settimo mese iniziare con poca carne omogeneizzata da te, sia rossa che bianca, pochissima ricotta senza lattosio (per evitare il muco).
Pochissimo Parmigiano 36 mesi (fare attenzione perché è molto salato).
Dopo l’ottavo mese si può provare ad introdurre legumi e l’albume d’uovo.
Dopo il nono mese è il momento di provare ad introdurre il tuorlo d’uovo e del pesce freschissimo.
Il sale, cibi troppo lavorati, piccanti, eccitanti come la cioccolata, cibi confezionati, merendine, succhi e bevande zuccherate, come pure la camomilla, e infine caramelle, torte classiche e dolci vari.
Introduci un alimento nuovo per volta ed aspetta un paio di giorni prima di inserirne un altro.
Controlla sempre la qualità delle feci del tuo bambino: è l’unico modo per capire se l’alimento è stato digerito bene o male assorbito (se ci sono segni di rossore, vuol dire che non è ancora pronto).
Se il bambino fa fatica a liberarsi e le feci sono dure, aumenta la quantità di olio di cocco e ghi.
La meta è arrivare a due pappe salate complete e due dolci e poi eventualmente iniziare ad offrirgli un biberon con acqua calda: in genere è graditissimo.
Introduci un alimento nuovo per volta ed aspetta un paio di giorni prima di inserirne un altro.
Piano piano, oltre le puree, testa verdura a pezzettini e cibo morbido sempre a pezzettini.
Ricordati di favorire l’uso delle mani coprendo il piccolo e porgendogli comunque un cucchiaino in modo da non sentirsi passivo.
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